Immagini mancanti di qualcosa

Oscillazione, china su carta.

Da sempre le mie immagini sono mancanti di qualcosa. Presentano spazi contaminati da brecce, fessure, buchi. Lavoro sui vuoti. All’inizio ero ossessionato dallo squarcio per vedere oltre il muro, per sperare in un mondo altro. Con il passare degli anni non sono mai riuscito ad andare oltre la superficie del foglio. Forse, deluso per il viaggio mancato, per la spiritualità non raggiunta, ho iniziato a guardare intorno al buco, ho iniziato a “giocare” in superficie, e ho scoperto un mondo nel tentativo di raggiungere un mondo.

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In fondo, la luce

Si arriva a un punto che per la testa girano delle immagini, alcune più chiare e altre meno. L’urgenza espressiva diventa così forte che si è pronti nel mettere mano al mezzo tecnico più idoneo per dare corpo a tali visioni. Non è mia intenzione spiegare il senso del video, ammesso che ce ne sia uno solo. Quello che voglio chiarire è il grande lavoro senza finalità che mi ha portato a tale realizzazione. Non è il primo prodotto audiovisivo che faccio anche se al momento è l’ultimo, e tale resterà per un po’, credo. Quindi, iniziate le riprese e il montaggio, mi trovo a circa venti ore di lavoro, capisco di essere appena all’inizio. Cosa che non ho mai fatto prima, mi metto a contare le ore su un foglio. Ebbene, a prodotto finito, mi ritrovo con circa centodieci ore di produzione, sicuro di averne tralasciata qualcuna. Video che nasce, come detto, da un’urgenza: nessuno mi ha commissionato niente, non c’era l’obiettivo di una partecipazione a una esposizione, non lavoro mai per questo, in verità. Se non è amore per l’arte, allora è pazzia.

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