Ritmo

Mi viene in mente una possibilità grafica. Nel mare espressivo, nelle infinite possibilità che dà l’informale, c’è sempre alla base una tecnica. In questo caso, un certo ordine che si oppone al disordine, l’allineamento che si alterna con il disallineamento. Talvolta è soggetto l’uno, talvolta l’altro.

Una specie di catena ordinata di segni che, a un certo punto, si rompe e i segni, disancorati, vagano liberi nello spazio /superficie. Una profusione di libertà avvalorata dallo stretto ordine tradito.

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